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LA TRADIZIONE CONTADINA MARCHIGIANA
Tra gli anziani dell’entroterra marchigiano è ancora vivo il ricordo della “pista” o “salata” (macellazione del suino), autentico rito sacrificale collettivo del maiale, dove, non si buttava via niente.
La delicata operazione di sezionare le mezzene era affidata alle mani esperte del norcino, i pezzi di carne poi venivano salati, aromatizzati e cotti. Da queste operazioni derivavano prodotti quali i prosciutti, le salsicce, i salami, le coppe, le lonze, il guanciale, la pancetta e ancora il lardo, il cotechino, i grasselli, i ciarimboli e quant’altro.
In queste terre collinari ammantate di vitigni, colture e oliveti, l’arte del salume ha preservato un forte legame con la radicata cultura contadina.
Da questa spiccata tradizione rurale nascono prodotti di qualità come il prosciutto “Faleria”, esempio pregevole di una ricca produzione regionale che non dimentica il forte legame con il territorio d’appartenenza. |
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